The “Bundle”, il saccoccio…

Quando penso a chi viaggia, non so voi, ma io penso sempre a quello strano simbolo dell’immaginario collettivo che è il bastone con il saccoccio di stoffa in punta.

Penso sia colpa di quell’audio-storia dei Tre porcellini con tanto di libricino illustrato che mi regalarono da bambina. L’avrò ascoltata mille volte … e pensate che mi ricordo ancora qualche pezzo.

“Buon uomo”, mi disse, “saresti così gentile da darmi codesta paglia? Andrebbe proprio bene per costruirmi una casetta”.

E proprio lì, in quel libricino, questi tre porcellini, fagotto in spalla, partirono per il viaggio che era la vita, alla ricerca di esperienze, delusioni, insegnamenti.

Forse è per questo che mi piace pensare che quel saccoccio possa essere una metafora perfetta per indicare il viaggio.

Sembrerà strano, ma in Italiano non sono riuscita a trovare un termine buono per indicare questo oggetto. “Saccoccio, fagotto, fardello.” Tutte e tre espressioni pesanti e ridondanti. Ecco perché ho intitolato questo diario digitale con la traduzione inglese di colui che lo porta “The bundler”.

Io preferisco pensare che dentro quel fazzoletto ci sia l’essenziale per un cammino.

Un pezzo di pane e formaggio, una mappa, un ricordo personale.

Vorrei che questo diario fosse proprio questo.
L’acquisito da e l’indispensabile per… un viaggio.
Qualsiasi esso sia.

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